Abbiamo/ho bisogno di molta autocritica, per compensare l'errore dei miei avi. Dietro la bandiera della ragione, l'occidente si considerava evoluto rispetto alle altre culture, qualcuno ancora adesso. Col risultato che se sto male, non conosco la cura.
Tutte le mie agende, nei primi giorni dell'anno sono piene, alcune comprate apposta per tenere traccia, una sorta di diario, animata da buoni propositi di scrivere. Una settimana, massimo due, poi nel resto dell'anno il nulla. Infatti al posto delle agende ho cominciato a comprare quaderni, dove il tempo lo scandisco io. Invece quest'anno ancora niente, mi sembra che a raccontare quello che mi succede, svanisca la magia di questi giorni, in cui mi sento davvero bene.
Come faccia poi ogni volta a perdermi, sempre con gli stessi punti di partenza e arrivo, è una cosa che mi dovrò spiegare, un giorno, in uno dei miei girovagare del cervello. Come faccia poi a seguire certe trame, se ad ogni scena che mi si prospetta, ne aggiungo altre, ed altre, fino ad aprire così tante finestre che non so più qual era da tenere aperta. Con che fortuna riuscirò a farmi capire, se salto sulle parole, lasciandone cadere giù altrettante, nel limbo della mente.
Lo so che è ancora presto, lo so che non ce n'è bisogno, lo so che non è cosa, ma mi càpita in questi giorni di pensare al venticinque dicembre. Leggo. Racconto dopo racconto, dopo favola, dopo fiaba, dopo filastrocca, si srotolano i miei pensieri.
Aperitivo di Natale Amo per la prima volta mio padre, quando prende la bottiglia di Martini bianco e cerca compagni e compagne di bevuta. Anche se non ho l'età... per una volta, posso brindare con loro. Ritrovo gli occhi [finalmente] abbandonati all'oblio di chi per sempre, all'infuori di quella unica ora all'anno, rimane rigido e fedele al suo personaggio. Ora tocca al vino buono del sud, quello dell'annata giusta, che fa parlare forte, ridere e alla fine abbioccarsi. Quel giorno, per mio forte senso di contrasto, rimango lucida.
Quando, negli altri giorni dell'anno, rubo un sorso di Zibibbo, è per assaggiare ancora l'atmosfera di quella [unica] ora.
Cosa significa non avere paura.. So che non è fingere
?
E' averne e castrarsi.. Scoprire guardando meglio di non averne.. Allenare la non paura come un muscolo..
Il momento in cui mi han detto che il mondo si è rimpicciolito è stato topico per me. Il top dei topici. Da allora è stata una corsa ininterrotta per riempire i vuoti cosmici che avevo. Interi continenti inesplorati da esplorare, persone lontane che non vedrò mai con cui tenere i contatti, informazioni da ingoiare, guerre da condividere, storie da divulgare, film da vedere, libri da leggere., ..... Entusiasmo-fallimento-entusiasmo-fallimento. Ci sto dentro ancora adesso. Il mio dio del bene mi chiama, mi esorta, mi convince dolcemente ad essere colei che ama e che usa l'energia per lavorare velocemente farina acqua lievito un goccio d'olio. Il dio del male mi prende la testa la stringe e mi dice cazzo fai?? Siediti, Riposati, Fermati Falla Lievitare 'Sta Pizza, se no non fai mica in tempo. I pomodori ho già deciso che ce li spiaccico dentro, senza mozzarella.
Sensazione di questi giorni di guance che bruciano, di stomaco pesante... che basti un singolo gesto -sbagliato o giusto- per uscire dai binari. Anzi non esistono rotaie, è una strada dove basta girare e si va fuori strada. Un attimo di distrazione e sei fuori. In questi giorni non sono niente, non mi identifico in niente.
Ogni giorno la stessa scelta. Restare bambina, con la possibilità di amare, o cominciare a camminare sulla strada del puro pensiero. Per fortuna bestia lo sono solo un poco.
La scommessa del genere umano, che ognuno abbia un rapporto con la propria anima, per dare un senso alla vita, mi affascina.
Il calore degli altri, la possibilità di vivere a lungo arrivando al dolore solo quando lo voglio, mi affascina.