Non capisco il senso del buongiorno-buonasera fine a se stesso. Quelle persone con cui ho solo quel superficiale rapporto, subiscono due o tre tentativi di approccio da parte mia; se non vanno a buon fine tolgo pure il saluto. Quando ne parlo con altre persone nella migliore delle ipotesi risulto cafona. Che poi in realtà cafona mi sta anche bene, come discendente di generazioni di contadini. L'associazione mentale a una scena che rivedo spesso mentalmente è immediata.
Salgo la via principale del micropaesino natale di mia madre, nel bellunese. Sono le cinque di sera, uno dei rari orari in cui si è quasi certi di trovare aperta la bottega, quindi incontro diverse persone, almeno tre o quattro. Sani è il saluto lì, tutti lo usano, anch'io. Anche se in realtà non conosco quasi nessuno. Che poi si scopre che siamo cugini come minimo. Sarà solo curiosità ma qui si parla, parlano con me, delle mie origini. Un pezzetto alla volta scopro la storia dei miei nonni paterni, i baccheri, che portavano il vino per il loro bar, con le barche appunto, da Brindisi. Il saluto qui assume tutto un altro significato, è vero, profondo.
Credo sia per questo che mi sento cafona, nel mio intimo.
Ho diversi modi di osservare i miei colleghi, a seconda del momento (esclusa A., cavalla di razza, sprecata tra noi). Attraverso i loro difetti, che mi appaiono come ferite a cielo aperto... soprattutto l'incapacità di contenere la rabbia per un nulla, e quindi l'annullamento della persona. Attraverso il personaggio che si sono costruiti, tutti, con pazienza, giorno per giorno, appositamente... la cosa più insopportabile sembra sia quella di essere dimenticati, di non apparire, che non se ne parli... logica tipica del pubblicitario, d'altronde. E' estremamente più semplice ricordare e quindi pensare a un personaggio, piuttosto che a una persona, con tutte le sue complessità. Attraverso l'aspetto: ostentazione come insicurezza, quando non hanno studiato... quelle palpebre diventate rugose troppo presto davanti al pc; mi riempiono di tristezza però, non posso avvicinarmi troppo. E comunque l'osservazione non può durare troppo, per qualcuno, se no comincia a prudermi tutto.
Dal prurito, ieri, è sorto un modo nuovo: pensavo a quali piccoli fastidi potesse avere ognuno di loro, a livello fisico. Mi piaceva vedermeli lì, imprigionati dal loro piccolo dolore, conoscere i pensieri di quelle facce vuote durante le pause, intrise di fisico, di materiale. Un esercizio migliore di immaginare nuda una persona, o durante un rapporto, dove non riesco ad andare di là dal filmatino, o più spesso una foto. Invece qui, un susseguirsi di amorevoli cure a calli e duroni, sedute sul water, vene varicose che pizzicano, creme su emorroidi, quel mal di stomaco latente, occhiaie non più ben nascoste a sera.... e finalmente degli esseri un pochino umani.Gocce finissime svogliate vagano per parco Sempione. Ogni panchina un piccolo pezzo di Russia condito con pezzi di tovaglie, pani spugnosi, scatole di patè, donne stanche spettinate sformate che sorridono e parlano parlano con altre gemelle di viaggio.
Milano si è svegliata già da un pezzo quando salto in groppa a un lombricone arancione. Niente ressa stamattina, nessun allevamento intensivo avicolo...Ma, forse per colmare la lacuna, la percentuale di conversazione - rigorosamente al cellulare - è più alta del solito. Mi sto svegliando dolcemente - piano piano.
Una ragazza si lancia con un sol balzo da una vetrina alla bocca metallica del lombricone, riesce a infilarci dentro solo un piede, che viene prontamente sputato. E fin qui, tutto regolare. Ma questa poi tira un calcio alla porta inesorabilmente chiusa, e si lamenta pure.
E qui entro in una specie di fiera dell'est: vedo lei che ce l'ha con l'autista e litiga con la porta, un'altra che ce l'ha con l'azienda dei trasporti e litiga con l'autista, un altro che ce l'ha col sindaco e manda lettere di fuoco all'azienda dei trasporti, un altro che è stato truffato dallo stato e se la prende col sindaco. Per non parlare di me, che mi sta sulle balle la ragazza che mi ha svegliata tirando il calcio allla porta, e me la prendo col blog.
Avessero ragione i pazzi, che ce l'hanno con tutti e se la prendono sempre e comunque con la porta?